martin...l'amico pescatore

 MARTIN ……L’AMICO PESCATORE

di Giosuè Serreli

Durante la lunga stagione delle escursioni nel fiume Coghinas che va da aprile a ottobre, ogni volta che appariva mi ripromettevo..eh no! Quando arriverà l’inverno ed avrò più tempo libero riuscirò a bloccarti in un’immagine e finalmente potrò osservarti e farti ammirare in tutto il tuo splendore.

E’ sicuramente tra gli avvistamenti più belli, difficili ed emozionanti che si possono fare durante l’escursione in battello, ti appare sempre all’improvviso qualche istante dopo averlo sentito nel suo allegro, acuto, penetrante trillo, quasi ad avvisarti che si concederà solo per pochissimi attimi, e così che in un esplosione di colori che vanno dal verde metallico e il blu elettrico sul dorso, all’arancione fluorescente sul ventre, una scia veloce e radente sullo specchio d’acqua disegna traiettorie avvolte inafferrabili per gli occhi impreparati dei visitatori.

E’ il Martin Pescatore, il re dei pescatori, così lo chiamano gli Inglesi e gli Americani. “Uccello di ghiaccio” invece è il nome scelto da Olandesi e Tedeschi, descrivendolo nelle sue caratteristiche è di taglia piccola, con forme tozze, testa grande e collo quasi assente. Il becco è lungo quanto un terzo della lunghezza totale del suo corpo, dritto, robusto e appuntito. Ali arrotondate e corte come la coda. Zampe poco sviluppate, non essendo utilizzate per camminare,completamente detraibili in fase di tuffo e posizionate all’estremità posteriore del corpo. Leggero dimorfismo sessuale cromatico: infatti a volte risulta quasi impossibile distinguere il maschio e la femmina ,anche se in generale la femmina presenta la base della mandibola inferiore carnicino-arancione e ha il piumaggio più opaco con tonalità di colore meno contrastanti rispetto al maschio.

E’ diffuso in tutta Europa, nidifica anche in Nord Africa e Asia Minore, le popolazioni che vivono più a nord in genere si spostano nell’ara Mediterranea per svernare, compresa la Sardegna e in particolare la Foce del Coghinas è una delle mete privilegiate per molti di questi esemplari.

L’alimentazione è a base di piccoli pesci e granchietti, è molto vorace tanto da pescare in media una dozzina di pesciolini al giorno, la nidificazione avviene tra aprile e maggio dopo che per circa tre settimane la coppia è impegnata nella costruzione del nido. Infatti con il robusto becco, scavano assieme un cunicolo nelle sponde argillose dei fiumi, profondo circa un metro e mezzo, alla fine del tunnel e rialzata rispetto ad esso c’è una camera di incubazione dove depongono 6-7 uova che covano entrambi per circa 15 giorni.

E’ interessante come abbiano sviluppato la capacità di resistere all’interno del nido a una concentrazione di anidride carbonica nell’aria sei volte superiore a quella presente all’esterno. Spettacolare è osservarli mentre si corteggiano, nel volo, perché compiono inseguimenti con repentine virate e cambi di direzione, e nella pesca perché è tipico per i maschi offrire alla femmina il pesciolino appena pescato.

Al di fuori del periodo riproduttivo è di indole solitaria e mal sopporta la presenza di un altro esemplare nel suo territorio di pesca, passa il tempo in continui e veloci spostamenti alternati a lunghe battute di pesca, in genere si apposta in posatoi che possono essere rami sporgenti di tamericio o canneto, piuttosto che i pali usati per ormeggiare le barche.

E’ proprio pensando a quei pali di castagno che mi svegliai quella mattina di dicembre, il Maestrale aveva smesso di mettere a dura prova tutto ciò che gli si opponeva, negli ultimi giorni aveva raggiunto i 40 nodi rendendo il mare impetuoso, travolgente e ostile a ricevere l’acqua che normalmente il fiume gli concede aprendosi un varco nell’esile lingua di sabbia che li divide, aumentò di fatto il livello dell’acqua in laguna di circa 2 metri, arrivando a sommergere la piccola spiaggetta dove appunto sono infissi quei pali, ero sicuro di trovare il Martino (è così che lo chiamo io) lì appostato, pronto a tuffarsi per fare colazione, il fiume così alto mi avrebbe permesso di nascondermi a 6-7 metri da lui, con l’istinto di un cacciatore, armato di macchina fotografica naturalmente, desideroso di renderlo immortale e osservabile anche a chi non ha la pazienza e la possibilità di studiarne le abitudini che ho io, mi ritrovai a scattare raffiche di foto in tutte le fasi di pesca, compreso lo farfallamento a “spirito santo” fermo in aria prima del tuffo, al tuffo stesso seguito dal ritorno sul posatoio con la preda in bocca.

Passai circa due ore a spiarlo e cercare di anticiparlo nelle intenzioni per riuscire ad azzeccare qualche scatto, a recriminare con me stesso ogni volta che non ci riuscivo, a riflettere sul fatto che mi ero appostato per catturare se pur con immagini un altro cacciatore, che a sua volta si era appostato per catturare la sua preda…. In fondo eravamo accomunati dalla stessa necessità di soddisfare i propri appetiti siano essi di stomaco o di conoscenza, dalla stessa necessità di vivere vicino a un fiume, e dalla necessità che questo fiume continui a vivere, salvo l’estinzione di entrambi.

costo, orari e prenotazioni escursioni

 Il costo dell'escursione in battello per il birdwatching tour è di € 20,00 per gli adulti e di 12,00 per i bambini.

 L'orario dipende dai periodi per cui verrete informati al momento della prenotazione, questo perchè l'escursione deve essere al top e non semplicemente un giro in battello. 

 La prenotazione può avvenire compilando il form sottostante senza scordarvi il numero di telefono dove poter essere contattati, tramite mail a info@focedelcoghinas.com ,  oppure più direttamente  contattando il numero di cellulare  +39 3282798442 (Giosuè Serreli).

 

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